Caotiche impressioni

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Durante la mia attività artistica, dopo un lungo periodo dedicato all’arte figurativa, ho sperimentato varie possibilità espressive della materia, da manipolare e trasformare in oggetto d’arte. Dal 2007 al 2012 ho eseguito una serie di tavole di grandi dimensioni con tecnica mista su yuta, dalla cifra originale e raffinata, una tecnica particolare fatta di “segni impressi”, senza l’uso del pennello. Colori sobri su fondo chiaro,  riproducono vedute paesaggistiche, caotiche e disordinate, delle nostre città. Inoltre invito a visitare la Gallery, alla categoria “Informale”, per vedere alcune opere eseguite con questa tecnica particolare, dei “segni impressi”.

Una parete bianca da decorare

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La passione per la pittura non ha confini, anche una nuda parete bianca, con colori, pennelli e un po’ di fantasia può diventare un’ un’opera d’arte. Anche i meno esperti dell’arte pittorica possono cimentarsi, basta saper scegliere il soggetto adatto. Una cameretta per bambini, una stanza da letto, un salotto o qualsiasi altro angolo della casa possono essere i  luoghi giusti da decorare  e impreziosire. Da molto tempo desideravo dipingere una parete della mia stanza da letto. Mi sono decisa, ho scelto un motivo floreale monocromo, un intreccio di rami, foglie e fiori di colore Rosso Venezia, su fondo chiaro. Il lavoro è appena iniziato ma promette bene. Un roseto, che si dirama sopra la testata del letto padronale, darà un tocco glamour alla stanza.

 

 

Storie dimenticate. Nina e le altre!

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Desidero ricordare, raccontando la storia di Nina, quella parte di umanità, che in un tempo non molto lontano, veniva trascurata, maltrattata e abbandonata alla solitudine della malattia e segregata in “manicomio”. All’interno di questi luoghi avvenivano sperimentazioni mediche e violenze di ogni genere. Nina, ha 16 anni quando, nel 1967, viene internata al Leonardo Bianchi di Napoli. Il suo ricovero dura 2812 giorni, la maggior parte legata ad un letto, mentre le vengono praticati più di 40 coma insulinici, decine di attacchi febbrili e 40 elettroshock, insieme alla somministrazione di dosi massicce di neurolettici. Gli psichiatri, nel tempo, la descrivono piagnucolante, querula, fatua, abulica, lurida. Nella notte di Pasqua del 1975, a 24 anni, a seguito di un litigio con in’altra ricoverata, non avendo ricevuto alcuna assistenza, muore in un letto della “sezione agitati”, dopo 4 ore di agonia. La Procura aprirà un fascicolo ma il caso non giungerà mai in tribunale: i giornali locali, nei giorni succerssivi al suo decesso, titoleranno “Colpita alla testa è morta una pazza”.

Montagnana, amore di città!

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Dall’inizio della mia attività artistica, più volte, ho reso omaggio a Montagnana. Nei primi tentativi degli anni ’80, fino ad oggi, sempre animata dalla stessa emozione. Con colori, pennelli e uno stile personale, ho cercato sempre di rappresentarla a modo mio.  La città in cui si è nati e cresciuti conserva per sempre un fascino particolare, ci accompagna tutta la vita e s’imprime nel nostro animo. Le maestose mura medievali, la circondano come in un abbraccio materno. Nel Borgo, tra case, palazzi, chiese, archi e sottoportici, si respira un’atmosfera d’altri tempi. Uno scrigno elegante, ricco di storia e fonte inesauribile d’ispirazione.

Fermare il momento

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Mi piace posare l’occhio sul mirino, trattenere il respiro e fermare il momento  immortalando una persona,  uno sguardo, un oggetto, un paesaggio o uno scorcio.  Mi piace fotografare  per comunicare e per ricordare, cercando di  toccare il cuore dell’osservatore. Mi piace fotografare per fermare il tempo e racchiudere in un’immagine l’istante perfetto.